MADE IN TERRA

di Bruno Franchi

 

 

Quanto amore nel tuo sguardo, riflesso in uno specchio d’anima colorata che si é posata su un angolo senza tempo per dar forma a quell’immagine d’armonia che ti appartiene. Mi guardi, con quegli occhi così espressivi, profondi di una luce familiare che scruta i miei sensi, risvegliando in me una percezione nuova. Magico momento di un incantesimo d’oblio che rischiara la mente, fondendomi a una eternità che si é rivelata in uno sguardo.

Rifletti l’immagine di noi tutti, e in silenzio aspetti il grande giorno, quando saremo esseri trasparenti, che non avranno più bisogno di te.

Sgomenta la tua innocenza ogni volta guardiamo, e sai essere così trasparente inorridendo mai della nostra bruttezza del vivere. E per questo che ti cerchiamo ovunque per ammirarti sospesi in bilico tra ragione e follia, aspettando l’utopia dell’incantesimo dei sensi per ritornare ad essere purezza infinita.

Sei la nostra coscienza, ti guardiamo impietriti ma non riusciamo a tenere il tuo sguardo poiché tu ci guardi con gli occhi della verità che non vogliamo vedere, ecco perché ogni volta che compari davanti, fuggiamo da te premendo un semplice tasto che ci salva la vita dalla tua immagine inquietante che ci toglie il respiro. 

Puntiamo il fucile in ogni direzione poiché abbiamo paura di puntare lo sguardo dentro noi stessi.

Sappiamo bene come mascherarci poiché ci é stato insegnato che per vivere in questo mondo bisogna coprire la nostra nudità ad ogni costo. 

Quando ci lasciamo andare sappiamo esseri così veri da abbandonare ogni nostra stupida difesa personale.

Seguiamo chiunque ci prometta la libertà perché é più difficile liberare la propria vita con le nostre stesse mani.

Basta poco per incontrare se stessi, ma per farlo bisogna far morire il nostro piccolo mondo che ci tiene legati per terra.

Basta poco per uccidere un uomo perché le nostre distanze sono terribilmente infinite.

Non avere paura, unisciti al pianto, libera il tuo cuore, ma dopo le lacrime fai sentire che esisti, che sei reale, perché il mondo fuori ha bisogno di esseri che diano alla luce se stessi per illuminare questa foresta spietata.

Ci guardano intimoriti dal buio che emaniamo perché sanno bene che quando il gioco sarà finito dovranno entrare in un gioco lontano dalla Vita.

Non conosciamo il suo nome ma conosciamo bene il mondo che lo ha ucciso.

Nulla il Male crea come un ladro silenzioso, aspetta paziente dietro la porta dell’inconscio e ruba i pensieri nuovi per continuare a suonare la sua musica infernale.

Ancora una volta hai scelto il tuo passato, nessuna pietà, nessun perdono per i sudditi maledetti, ti vesti da carnefice e apri le stanze della morte. Un altro figlio della vita ha perso il manto di purezza, il tuo regno lo ha sporcato, il tuo regno lo ha stuprato, con violenza, con paura. Ma tu, ora, lo condanni alla pena più alta, più atroce. E’ Colpevole! E’ Colpevole! E lo fai salire sul trono della giustizia avvolgendolo con nuvole di veleno. E’ Colpevole! E’ Colpevole! E bruci la carne, bruci il suo cervello, la sua mente con la folgore spietata della tua vendetta feroce. Questa é la tua legge, questa é la crudeltà del tuo regno che uccide i sensi alla vita che nasce, e la rende malata di un odio che diventa follia, diventa potere. Ma tu dov’eri, quando seviziata, picchiata, spaventata, ti implorava aiuto piangendo? Ti implorava amore piangendo? E tu? malato d’egoismo, non c’eri! E tu? attaccato alle cattedrali del tuo potere, non c’eri! Troppo lontano é il tuo regno dal paradiso che nasce, dalla libertà emozionale che hai perso. Questa é la verità che non vuoi sentire, questa é la verità che ti fa paura. Altri ancora nasceranno, che sporcherai e plasmerai ai tuoi pensieri distorti. Altri ancora saliranno sul tuo trono di morte. Altri ancora saranno rinchiusi nelle celle delle tue prigioni, dei tuoi manicomi. Altri ancora verranno affamati, sacrificati per il tuo benessere, per la tua vanità! Altri ancora saranno osannati come liberatori, e uccideranno in nome di un Dio, e uccideranno in nome di una patria, e uccideranno in nome della libertà. Questo é il tuo inferno! Questo é il tuo regno! Ma la vita é più forte! La vita é più grande! Lasciala entrare dentro di te, lasciala germogliare liberamente, aiutala! proteggila! difendila! Con tutto te stesso, con tutte le grandi risorse che hai, é l’unica che ti può salvare! E’ l’unica che ti può riportare a sentire quell' amore immenso che sei.

Sull’altare dorato non ci sono scritte parole d’amore, tutto ha un prezzo in questo bordello, si compra e si vende l’animo umano e i feticci di carta ingrossano le membra agli sciacalli incalliti. Mezzo punto in più fa gioire, mezzo punto in meno fa soffrire, così ogni giorno la bilancia del mercato pesa i frutti di un uomo attaccato al suo Dio materiale.

Abbiamo bisogno di un punto di riferimento poiché da soli siamo completamente persi nel buio.

Finché saremo schiavi di noi stessi, saremo schiavi degli altri.

Gli uomini sono così facili da illudere quando gli viene sbandierata un po’ di speranza, poiché credono più alla fortuna e alla iella che in loro stessi.

La Verità é al di là di ogni religione poiché la Verità é una terra senza sentieri.

Le nostre lacrime più vere non sempre sgorgano dagli occhi.

I politici devono risolvere i problemi dei cittadini, non devono diventare un problema per i cittadini.

Se i nostri cuori fossero così vicini il traguardo non sarebbe così lontano.

Abbiamo messo piede sulla Luna, ma qui sulla Terra chi mette piede in casa nostra viene considerato di un altro mondo.

I poveri non vogliono carità ma vogliono pari opportunità come tutti.

Siamo la stessa cosa ma continuiamo a vederci diversi poiché non siamo veramente entrati l’uno dentro l’altro.

Se non guardiamo in faccia il nostro passato non potremo farlo morire per sempre.

Siamo tutti drogati, ma chi si buca muore prima degli altri perché ha scelto il mercato dell’eroina.

Pochi sono quelli che tentano l’impossibile, poiché cercare se stessi vuol dire rischiare l’osso del collo.

Non ci sono maestri più grandi di te, solo tu puoi condurci verso quello che abbiamo tanto sognato, ma spetta a noi fare il primo gesto vero, e a poco a poco ritorneremo la dove tutto é iniziato per esistere, per essere reale, per essere amore per sempre.

A DIO. Eri -come "La lettera smarrita" di Poe- nello spazio impensato perché scontato. Eri e Sei - forse ora ho capito - fra le parole che ho tanto usato e osato; sempre ci sei stato, eri lì, ci sei ancora e voglio decifrarti, stanarti usando si le parole ma in modo diverso e in diverso modo la follia, il mestiere con cui la parola mi diventa grafia, mania, nodo, vuoto suono od effetto. E fola. Solo quello so fare, solo lì c'è speranza che Tu adesso compaia, perfetto, se vuoi in rima, rimando con te stesso, in un metro o in un altro. Tu puoi innalzare al cielo qualunque prosodia; purché Tu appaia, le fruste parole si faranno Parola, e col mio io sepolto finalmente parlerai, che mai é stato quel che era forse destinato ad essere, un io mancato, strangolato. Parlami a perdifiato. Ti cedo ogni suono o silenzio; e già ti vedo emergere da quella pila di parole inutilmente sparse nel cassetto, cancellarne rime e rumore, facendone linguaggio perfetto. Cancella anche me, cambiami, conducimi, ritraducimi, parla TU per sempre, SIGNORE.                                                                                                                    

                                                                                                                                                      Vittorio Gassman

 

 

 

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