CAINO VIVO O MORTO

di Bruno Franchi

 

Chiunque si reca in un tribunale troverà una scritta che dice: "La legge è uguale per tutti" mi chiedo quindi perché in questi giorni si sta facendo una "operazione di polizia internazionale" che dovrebbe secondo gli americani e tutti gli alleati garantire la più efficace lotta contro la mostruosità del terrorismo? Sia ben chiaro quello che è accaduto l'11 settembre è stato un atto di una mostruosità inaudita che non può essere giustificato neanche con le colpe che ha avuto il cosiddetto mondo civile nei confronti dei paesi più poveri; su questo ci sarebbe da parlare all'infinito, ma il problema del giorno sono le bombe e i missili che stanno cadendo su un paese e una dittatura che tutti definiscono bestiale e incivile. Veniamo dunque al perché tutti i paesi si sono accomunati ad una logica sola di fare guerra al nemico della civiltà, radunando le truppe di aria, di mare e di terra? Io credo che questa logica fa parte della nostra distorsione a vedere il male negli altri e non vederlo in noi stessi, poiché noi riteniamo che quello che stiamo facendo è giusto e sacrosanto perché la ragione, e la civiltà stanno dalla nostra parte. In nome di questa ragione e civiltà noi usiamo la forza perché se non la usassimo ci sentiremmo più deboli nei confronti di chi ci ha fatto del male. Questo nostro modo di reagire lo si può vedere nel singolo individuo: un uomo che subisce uno schiaffo risponde con un pugno, quindi in grande noi assistiamo alla logica della nostra incapacità a risolvere i nostri antichi problemi di sangue, con la sola risposta che abbiamo perpetrato da sempre; di reagire con la stessa logica omicida dell'aggressore affermando però che nell'autodifesa non c'è omicidio ma c'è giustizia. Ma ritorniamo al nostro tribunale. In un mondo civile il tribunale è la sede dove vengono processati e giudicati gli individui che infrangono la legge della civile convivenza; dal più piccolo al più efferato delitto tutti gli imputati hanno diritto di difendersi, poiché è scritto nel codice penale di tutti o quasi tutti i paesi che tutti gli imputati anche quelli che commettono i crimini più atroci hanno il diritto a un giusto processo. Quello che è accaduto l'11 settembre naturalmente ha fatto orrore a tutti quelli che hanno una coscienza, e un cuore, ma proprio perché chi ha una coscienza e un cuore credo debba fare un salto di qualità nella risposta che dobbiamo dare ad ogni barbaro atto sanguinario. Secondo me la risposta di bombardare un paese non può che essere in contraddizione al tribunale giuridico che i paesi civile si sono dati per processare chi non sta alle regole della civile convivenza.

 

Quello che sta accadendo in questi giorni tragici, non rispecchia la logica del diritto e della giustizia, ma più che altro è una risposta dettata dalla paura e dalla rabbia, la ragione e la civiltà non c'entrano nulla. Noi rispondiamo a un crudele atto di barbarie con la stessa logica dei terroristi che vorrebbero farsi giustizia con il sangue. Una civiltà non può mettersi sullo stesso piano di chi uccide una persona o settemila persone anche perché le forze in campo sono di gran lunga sproporzionate, giacché un elefante non può farsi intimidire da un ratto anche se questo è portatore della peste più nera. Quello che sta avvenendo è davvero poco intelligente per gente che dovrebbe governare questo pianeta, perché come si può pensare di distruggere il terrorismo quando per 50 anni abbiamo avuto sotto gli occhi un conflitto che non si è ancora risolto perché Ebrei e palestinesi usano da sempre le stesse violenze da entrambe le parti? L'uomo intelligente avrebbe tenuto conto di questa tragica esperienza che è sotto gli occhi di tutti, invece di far tesoro di una simile tragedia rischiamo di riprodurre la stessa logica che usano i palestinesi e gli ebrei da 50 anni, tale logica ha portato a migliaia di morti da ambo le parte e non ha risolto nulla: il terrorismo non è morto anzi è arrivato fino alle torri di New York. Qualcuno dirà che non sono la stessa cosa, sta di fatto che quel conflitto in medio oriente è il vulcano dove si alimentano tutti i terrorismi poiché dove non c'è giustizia prima o poi nascono i mostri della violenza cieca. Oggi noi ci scandalizziamo con orrore per quella cieca violenza, ma bisogna chiedersi perché siamo arrivati a questo orrore? E' giusto e sacrosanto piangere e indignarsi con rabbia, ma anche fare un'autocritica profonda, poiché quello che ci distingue dalla barbarie dei terroristi dovrebbe essere l'intelligenza e la coscienza, quindi se si usasse veramente l'intelligenza si capirebbe benissimo quali sono i metodi da usare contro il terrorismo, invece noi ci siamo fatti trascinare dalla paura, e con la paura non si può ragionare bene perché in questo momento la parte emotiva ha prevalso sulla parte razionale.

 

Mostrare i poderosi muscoli e passare al contrattacco poteva servire in passato quando si facevano le guerre tradizionali dove gli uni contro gli altri ci si fronteggiava in battaglia, oggi secondo me si sta facendo un grossissimo errore perché si sta facendo il gioco dei terroristi perché i terroristi sapevano benissimo che quando avrebbero compiuto la loro missione suicida ci sarebbe stata la reazione di tutto il mondo al loro massacro. Noi quindi ci stiamo comportando come loro volevano per far vedere al loro mondo non al nostro che i veri barbari siamo noi. Un gesto che avrebbe fatto scalpore nel mondo musulmano sarebbe stato quello di contrapporre alla violenza non aerei pieni di bombe, ma aerei pieni di viveri per la Vita e non bombe per la morte. Un gesto simile qualcuno lo vedrebbe come una debolezza, una rinuncia, una vigliaccheria nei confronti di chi invece usa il terrore. Io credo che un mondo ricco e potente come il nostro, deve cambiare il suo atteggiamento e usare strumenti nuovi che potrebbero sembrare assurdi e deplorevoli da chi ha subito la violenza, ma una civiltà deve essere una civiltà in tutto e deve prendersi le proprie responsabilità impopolari di fronte a atti tremendi che la vogliono distruggerla . La via che stiamo percorrendo non è una via di civiltà, poiché se non si rispettano gli imputati anche se questi hanno fatto cose orribili come possiamo pretendere che gli altri ci rispettino? La giustizia va garantita in tutto il mondo, e non secondo a chi ci piace noi chiudiamo gli occhi per i nostri sporchi interessi di parte. Porgere l'altra guancia non è un atto di vigliaccheria poiché una civiltà che possiede i mezzi di distruzione di massa deve anche capire che il mezzo più potente per scoraggiare la violenza è far vedere il meglio di noi stessi non il peggio di noi stessi. La differenza tra l'Europa e l'America sta nella propria storia, gli americani per risolvere i loro problemi di violenza usano metodi di pena che l'Europa ha bandito per sempre perché una barbarie come un omicidio non può essere giudicato con altra barbarie come la pena di morte. Quello che è successo l'11 settembre non è diverso dalla violenza che ogni giorno dilaga in tutto il mondo, non sono i numeri a farci inorridire poiché una morte orribile di una donna fatta a pezzi da un serial killer non può essere diversa da tanti esseri viventi innocenti orribilmente mutilati e bruciati dentro quelle torri gemelle di New York o del Pentagono. Qualsiasi violenza che l'uomo fa ad un altro uomo deve essere processata, giudicata e condannata con i metodi della civiltà del diritto e della giustizia. Io credo che se vogliamo veramente debellare la violenza, dobbiamo andare in profondità e capirne le cause, poiché se ci limitiamo a reprimerla e spazzarla via con la pena di morte continueremo a essere ciechi di vendetta più che di giustizia e conoscenza.

 

In questo momento noi ci comportiamo come la scienza medica fa nei confronti di un tumore, usando i metodi della repressione del male, poiché per distruggere un tumore bisogna sradicarlo e ucciderlo perché solo nella sua morte il paziente può vivere. Questa logica non è diversa dalla guerra, poiché se c'è un nemico bisogna distruggerlo per non essere distrutti; In questo caso, i terroristi talebani sono il tumore maligno e noi siamo la cura, e per debellare il tumore usiamo gli strumenti della lotta ai tumori poiché avendo paura del tumore noi vogliamo distruggerlo con tutti i mezzi repressivi senza però riflettere sul perché c'è venuto un tumore. Quello che si sta sbagliando in questa tragica situazione, è di focalizzare tutto sulla parte malata e trascurare invece quello che potrebbe accadere a tutto il corpo. Noi siamo convinti che l'unica via è quella di bombardare i terroristi o chi li protegge, facendo questo crediamo che prima o poi questo tipo di intervento darà il risultato che i terroristi saranno annientati. Chi pensa questo non vuole andare alla radice delle cose, ma vuole solo stare in superficie acchiappando il ladro, lo stupratore, l'assassino, ecc. ecc. perché se andasse in profondità scoprirebbe il marcio che non vuol portare a galla perché si metterebbero in discussione le radici stesse delle proprie fondamenta educative che generano la violenza. Tutto quindi deve rimanere in superficie, così i terroristi sono dei criminali, dei pazzi, dei fanatici, che bisogna eliminare dalla faccia della terra. Nessuno direbbe mai che un governo democratico che inquina l'aria, che inquina l'acqua, che distrugge le foreste, sia un governo di criminali, poiché tutto viene giustificato dal proprio tornaconto individuale e collettivo. Nessuno dice che quello che facciamo ogni giorno è un crimine contro questo pianeta, noi diciamo che i terroristi sono dei pazzi, e dei criminali, ma noi non diciamo a noi stessi che siamo i responsabili della desertificazione, dell'inquinamento, del buco dell'ozono, e quindi siamo dei pazzi criminali perché continuiamo a fregarcene della terra, poiché nessuno sente l'atrocità che si sta facendo contro la stessa casa dove abitiamo tutti. Noi esseri umani stiamo distruggendo questo pianeta, e nessuno piange o inorridisce, poiché siamo incapaci di sentire di vedere al di là di noi stessi, perché noi sentiamo la nostra sofferenza e non sentiamo la sofferenza degli altri. Quello che sta accadendo non è nato dal caso, è frutto di quella sofferenza che per troppo tempo non abbiamo sentito, era lì davanti a noi, e noi non sentivamo perché avevamo altre cose nella nostra testa per placare la nostra sofferenza con ogni cosa che il mercato delle emozioni ci offriva, e non avremmo mai creduto che un giorno l'inferno piombasse in casa nostra. Oggi così siamo spaventati, angosciati, e diciamo a noi stessi; perché? perché ci odiano tanto? cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa catastrofe immane? Tutti noi adesso abbiamo paura, il nostro mondo rischia un collasso economico sociale perché pochi barbari ci hanno attaccato nel cuore del nostro impero civile che credevamo invincibile. Il fattore umano ha prevalso su quello tecnologico poiché a nessuno sarebbe venuto in mente che qualcuno potesse sacrificare la propria vita andandosi a schiantare contro i simboli della sicurezza; quella economica, quella militare e quella dell'autorità politica.

 

Adesso non c'è più sicurezza su niente perché il nemico della civiltà potrebbe colpire in ogni momento e il suo messaggio di morte è stato esplicito, così tutti o quasi tutti si aggrappano a quelle autorità che prima criticavano o applaudivano, perché adesso la priorità assoluta è distruggere il terrore con ogni mezzo, militare ed economico, e devo dire che ci stiamo riuscendo alla grande, perché i dispacci dal fronte del Pentagono dicono che tutto sta procedendo secondo i piani che le autorità costituite hanno messo in atto per far fronte a questa nuova emergenza planetaria. Noi cittadini, dobbiamo così stare alle loro parole che sarà fatto quel che sarà fatto per il bene della nostra civiltà e quella musulmana. Dicono quindi che non sarà una guerra di religione ma solo una guerra contro dei fanatici criminali che seguono un pazzo miliardario di nome Bin Laden. Costui invece di fare come i suoi colleghi capitalisti che se la godono alla grande vivendo nel lusso più sfrenato, costui vive invece come un barbone e proclama agli infedeli e ai corrotti una guerra santa. A noi questa cosa potrà sembrare assurda e persino ridicola visto che siamo entrati nel terzo millennio, poiché per noi che viviamo nel benessere e nell'opulenza quel pazzo che è comparso sui teleschermi di tutto il mondo va solo annientato perché il suo è solo un delirio farneticante. Ma noi non dobbiamo vederla dal nostro punto di vista ma dal punto di vista, dei musulmani che non vivono nella bambagia come noi, quindi per loro Bin Laden è un miliardario che non parla dal palazzo sontuoso ma parla seduto per terra mettendosi al loro livello di povertà eliminando così tutte le gerarchie terrene e innalzando solo quella di Dio onnipotente. Questa magistrale operazione simbolica mette in atto un meccanismo di identificazione che può innescarsi in tutto il mondo islamico non nelle classi alte ma nella stragrande massa di esseri umani che vivono per terra come Bin Laden e di questo noi che siamo persone colti e intelligenti non abbiamo colto l'importanza, poiché stiamo combattendo un nemico che ci conosce bene giacché lui ha vissuto tra noi e si serve dei nostri stessi strumenti per farci la guerra.

Dobbiamo capire che Bin Laden non è uno stupido né un pazzo, perché se fosse pazzo dovrebbe essere più curato che giustiziato, ma siccome i confini della normalità e della pazzia sono sottili, quello che lui sta facendo è il modo estremistico di difendere un mondo in cui lui crede ciecamente. Nella sua logica politico religiosa c'è un fanatismo dettato da un desiderio frustrante di tutti i Barabba di voler realizzare il proprio sogno di scacciare gli infedeli e l'oppressore dalla propria terra. Per lui noi siamo l'impero Romano che ha invaso la sua terra, questo per noi è inaccettabile e incomprensibile ma bisogna entrare nella testa dei Barabba per capirne il progetto per noi fanatico ma per il Barabba Bin Laden è il sogno della sua vita.

 

Per non fargli realizzare il suo sogno distorto dovevamo spiazzarlo con una mossa non prevedibile come la guerra, ma una mossa a cui lui non avrebbe mai pensato; quella di capovolgere tutti i dettami della guerra facendo l'opposto della guerra inviando sull'Afghanistan il più grande aiuto umanitario mai realizzato nella storia umana. Questo sarebbe stato il mezzo più efficace per sconvolgere i piani di Bin Laden poiché solo la vita può fare aprire gli occhi a chi vede in Bin Laden un liberatore, noi invece gli abbiamo fatto un regalo immenso che lui sapeva di riceverlo poiché siamo riusciti a farci odiare ancora una volta perché a noi non interessa capire il Caino Bin Laden giacché la priorità assoluta è che lo vogliamo vivo o morto anche a costo causare la fine del mondo.

 

 

con cuore

Bruno Franchi

 

 

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