LETTERA AI PALESTINESI
di Bruno Franchi
Cari gemelli Palestinesi,
so che questa lettera non verrà mai letta dal
Presidente Arafat, poiché non essendo un capo di stato ma solo un semplice, piccolo
essere umano di questo pianeta, la lettera non troverà quindi modo di arrivare a
colui che da molto tempo vi rappresenta politicamente e moralmente. Ma anche se
le mie parole non troveranno una voce per giungere a voi, proseguo come se tutto
questo fosse reale, tangibile, possibile, e come se il presidente Arafat e tutti
i capi piccoli o grandi siano veramente in ascolto, poiché solo nell’ascolto si
può veramente sentire il proprio cuore e il cuore del peggior nemico. Anche
quello che consideriamo nemico possiede lo stesso cuore che fa pulsare la vita,
tutta la vita che è nata su questo pianeta grazie a un Dio, per i credenti, o
alla causalità per chi non crede. Chi vi scrive dunque vuole solo comunicare al
“Vostro cuore”, poiché la mente, come dice la parola stessa, mente a sé stessa
agli altri per avere privilegi, sicurezza, comodità, perché la mente di ogni
uomo è stata condizionata dal mondo, un mondo nel quale sei miliardi di esseri
umani vivono un conflitto dentro loro stessi, poiché ognuno é stato educato non
alla vita libera ma alla distorsione della vita. Basta che osservate un neonato,
qualunque esso sia il colore della sua pelle, e vi accorgerete di quello che
avete perso, poiché nessun essere umano di questo pianeta può identificarsi
negli occhi di un neonato, in quegli occhi c’è la verità che nessuno vuol
sentire e vuol capire, la sola verità che ci accomuna tutti quanti. Ma noi
quella “Verità emozionale” quando esce dal nostro stesso grembo la plasmiamo al
nostro volere, al nostro mondo che ci é stato insegnato, ci é stato tramandato,
così trasmettiamo coscientemente o inconsapevolmente la nostra natura distorta e
quella vita libera che perde a poco a poco, inesorabilmente, la sua luce divina
per diventare quello che tutti gli uomini di questo pianeta sanno bene; voi
sapete la verità su voi stessi, perché ogni giorno non riuscite ad essere quella
luce, non riuscite ad essere innocenti e trasparenti come un neonato.
Sicuramente vi starete domandando: perché un uomo privo d’autorità dice a noi
queste cose che viviamo nell’inferno e non le dice invece ai i nostri nemici
Ebrei? Avete ragione, chi sono per parlare in questo modo? Vi rispondo dicendo
che la mia lettera non vuole giudicare nessuno, poiché amo troppo la libertà per
dire a qualcuno come deve vivere la propria vita, dunque siete liberi di vivere
la vostra vita come credete, e non sarà certo la mia lettera a cambiare il corso
degli eventi, ma poiché sto parlando al “vostro cuore”, che sia palestinese o
ebreo, spero che sarà il cuore del neonato che siete a spazzar via ogni
distorsione della mente. Poiché come dicevo la mente “mente”, la mente non può
farci vedere la verità se non facciamo morire le cause che ci portano a
giudicare, a colpevolizzare; qualcuno che entrambi conoscete bene ha detto: “chi
di voi non ha peccato scagli la prima pietra”. Chi le ha pronunciate,
indipendentemente da chi era e da cosa rappresentasse, non l’ha fatto dettato
dalla falsità o dall’ ipocrisia giacché quell’uomo, o quel Dio, non ha avuto
dagli uomini giustizia; gli uomini lo hanno picchiato, seviziato, torturato, e
giudicato come nemico dell’umanità, così voi sapete bene che il popolo non
poteva identificarsi in quell’uomo. Così gli uomini di ogni epoca hanno scelto i
loro Barabba, dal momento che i Barabba sono a loro immagine e somiglianza, che
essi si chiamino palestinesi o ebrei. La tragedia di Cristo deve far riflettere
profondamente ogni essere umano di questo pianeta. Quanti di voi possono
affermare: io conosco me stesso, so chi sono perché sono andato alla fonte di me
stesso? Chi di voi può pronunciare queste parole? Chi di voi può affermare di
conoscere alla perfezione la fonte di sé stesso? E’ difficile vero? E’ difficile
affermare una cosa del genere, poiché se gli uomini conoscessero veramente sé
stessi non esisterebbe nessuna divisione, nessuna sofferenza, nessun dolore;
nessuna guerra insanguinerebbe più la Terra, giacché chi conosce sé stesso
conoscerebbe la fonte del dolore, della sofferenza, della divisione e della
guerra, comprenderebbe il vero nemico che affligge gli uomini e non li fa vivere
in pace e armonia tra di loro.
Ecco perché mi sono preso la responsabilità di
scrivere questa lettera, perché colui che vive in pace e in armonia prima viveva
nel conflitto e nella guerra, se non si comprende il proprio conflitto interiore
come si può comprendere il conflitto degli altri? Come potete dunque sperare che
con la violenza si possa raggiungere la pace? Guardate in voi stessi, ascoltate
il “vostro cuore” poiché voi state ascoltando la mente, e la mente vi dice che
dovete combattere il nemico fino alla vittoria finale! Il nemico ebreo ci ha
occupato la terra, uccide i nostri figli, ci fa vivere come animali in gabbia; a
morte il nemico sionista! A morte! A morte! Ma voi credete veramente che il
vostro problema più grande sia avere una terra, una “nazione palestinese libera
e indipendente ”; e pensate di risolverlo odiando e uccidendo il vostro peggior
nemico? Se pensate questo la vostra mente vi farà fare cose inaudite, poiché voi
siete ciechi, voi siete sordi, voi non vedete la verità, e poiché non vedete la
verità sarete in balia dei finti voi stessi, del vostro odio; e ci saranno
morti, ci saranno massacri, e non arriverà mai quella terra che voi tanto
volete. Finché non “spalancate il vostro cuore”, la vostra mente inzuppata di
rancori, di odi senza fine vi dominerà, vi farà lavare con il sangue i vostri
morti, poiché uccidere è più facile, uccidere è la sola via per la conquista
della terra, ve lo dice la mente, ve lo dice il vostro odio… Se pensate questo,
fate pure, uccidete, massacrate, fate a pezzi bambini, donne e uomini, e voi
riceverete lo stesso sangue, lo stesso trattamento, poiché odio chiama altro
odio, sangue chiama altro sangue; se volete questo, se volete continuare sulla
strada dell’odio non ci sarà un futuro di pace per voi, perché solo il cuore può
darvi la pace, può darvi quello che vi spetta per diritto.
Vi chiedo, vi imploro
nel profondo del mio cuore, fate un gesto coraggioso, un gesto che nessuno di
voi ha mai fatto: mettetevi a nudo, spogliatevi di tutto il vostro rancore e
odio! lo so è difficile! E’ tremendo! E’ spaventoso aprire il proprio cuore al
nemico, denudarsi davanti al nemico, rendersi vulnerabile alla sua spada, ai
suoi proiettili mortali; ma se voi volete una terra, spogliatevi! Spogliatevi!
Fate il gesto più vero che vi renderà liberi, finalmente liberi, poiché la
nudità non possiede rancore, non possiede odio, non possiede armi se non quella
del cuore. Se farete questo allora il vostro nemico non potrà più impugnare un
fucile, non potrà più uccidere i vostri figli, non potrà più dire che avete
torto, che state mentendo, che siete dei terroristi, dei macellai; poiché chi
abbassa le armi, chi distrugge le armi, chi si spoglia davanti al nemico,
davanti a un altro uomo lo farà confondere, quell’uomo vedrà davanti a lui degli
esseri nudi, degli esseri inermi, bambini, donne e uomini e vecchi che marciano
tutti insieme senza più slogan da gridare, senza più invocare vendette, senza
più urlare alla guerra, alla morte degli ebrei. Se fate questo, miei cari
gemelli palestinesi, voi sarete guardati da tutto il mondo, “voi sarete un
esempio per tutta l’umanità”, e non solo salverete voi stessi dall’odio che vi
affligge, ma aprirete il cuore ad altri esseri, altri uomini e donne di questo
meraviglioso pianeta, poiché se vi spoglierete, vi denuderete davanti al mondo,
nulla sarà come prima! Quando un uomo si spoglierà, altri uomini si spoglieranno
di tutte le atrocità che hanno dentro e la pace sarà più vicina, l’armonia sarà
più vicina; come può esserci libertà vera, amore vero, se dentro gli uomini non
c’è pace ma regna un dualismo che ha segnato il nostro cammino, in pensieri che
ci hanno allontanato dal naturale sentire? Sarà questa l’ultima guerra, la più
dura, la più difficile, la più spaventosa da affrontare, e ci sarà odio per le
strade, e ci sarà sangue per le strade, ci sarà l’inferno dentro di noi, e sarà
l’ultimo giorno di odio, e sarà l’ultimo giorno di sangue, ma il primo giorno
dell’uomo, quello vero, quello libero, quello pieno d’amore per voi, per gli
ebrei e per tutti quanti, perché la via del cuore é la più difficile da seguire
ma é l’unica che ci può far capire di essere ogni essere.
Noi siamo delle possibilità.
Noi siamo dei tentativi.
Se ci buttiamo via, tutto si ferma.
Se abbiamo paura, tutto si ferma.
Se proviamo invidia, tutto si ferma.
Se proviamo rancore, tutto si ferma.
Se proviamo odio, tutto si ferma.
Se proviamo gelosia, tutto si ferma.
Se facciamo del male, tutto si ferma.
Ma se cerchiamo di volerci un po’ di bene,
allora tutto può accadere, tutto può essere
possibile,
tutto quello che abbiamo dentro può essere
rivelato,
può essere ricordato, nella consapevolezza di esistere,
di essere reale, di essere per sempre AMORE,
ETERNAMENTE AMORE.
con cuore
Bruno Franchi
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