LE MIE ESPERIENZE CON L'ACCUMULATORE ORGONICO
Dr. Walter Hoppe
Quando costruii il primo accumulatore orgonico avevo alcuni dubbi. Mi chiedevo se davvero l’accumulatore aveva gli effetti descritti dal Dr. Reich. Per me erano incomprensibili le furiose reazioni contro di lui, come la campagna della stampa norvergese dopo la sua scoperta dei bioni. La letteratura é zeppa di pubblicazioni che si dimostrano prima o poi erronee: di solito esse cadono nell’oblio fra l’indifferenza generale. L’oblio, invece, in cui vennero lasciate le scoperte di Reich non poteva assolutamente avere origini razionali. Conoscevo le accuse del Prof. Schleich contro gli accademici, tipica roccaforte della reazione che si oppone ad ogni rivoluzione scientifica. Conoscevo pure il rifiuto irrazionale e lo scherno contro Jenner, Semmelweiss, Pasteru, Lister, Robert Koch, Schaudinn, Freud e molti altri uomini di scienza. Ridere o credere fideisticamente non é tuttavia il modo di procedere della scienza. In qualità di medico e psicologo, potevo seguire Reich per un buon tratto, e familiari mi erano i concetti fondamentali del suo pensiero scientifico, come quello dell’identità della antitesi. La scoperta dei bioni e dell’energia orgonica mi apparivano come le più grandi scoperte scientifiche fatte da secoli. Eppure qualcosa mi spingeva a sperimentare personalmente la verità. La prima cavia dell’esperimento fui io stesso, allorché adoperai l’accumulatore orgonico dopo una piccola operazione. Il chirurgo fu dapprima sorpreso della rapidità del processo di guarigione, ma lo considerò “normale” quando gli parlai del mio esperimento ed escluse la possibilità che l’orgone potesse accelerare i processo di guarigione.
Quello stesso medico fece apprezzamenti negativi sull’orgone quando vide un
secondo successo ottenuto grazie all’accumulatore. Una fistola all’occipite
guarì dopo un trattamento di tre settimane, facendo così risultare inutile la
sua proposta d’intervento chirurgico. In un altro caso di trattamento della
ferita, il chirurgo definì miracoloso il processo di guarigione. Un manovale 25
anni fu vittima di un incidente di lavoro che gli costò la frattura della
falangina circolare che interessava i 3/4 ,circa, della circonferenza del dito.
La parte distale del dito pendeva flaccida, il tendine flessorio era reciso.
L’operazione venne ritenuta impossibile perché la parte distale del dito non era
affatto protetta, ed anche era impossibile suturare la frattura comminuta e
completamente schiacciata. Furono perciò suturati solo i tessuti molli. Il dito
venne ingessato in posizione non completamente distesa. Il trattamento con
l’accumulatore orgonico iniziò 24 ore dopo l’incidente, con l’ORAC a due livelli
senza trattamento concomitante con accumulatore direzionale per 3 volte al
giorno (ogni seduta durava mezz’ora) durante la prima settimana; 2 volte al
giorno dalla seconda settimana; 1 volta dalla quarta settimana in poi. Dopo la
seconda seduta la guarigione era così ben avviata che la primitiva intenzione di
amputare fu abbandonata. Tuttavia, poiché il tendine non poteva essere suturato,
si poteva star certi che l’articolazione sarebbe rimasta irrigidita. Dopo 2
mesi, il chirurgo annotò nella cartella clinica che il paziente era
sorprendentemente in grado di muovere attivamente l’articolazione mediana del
dito e che, in complesso, le altre due articolazioni erano mobili passivamente.
La frattura guarì nella posizione corretta. La mobilità passiva ed attiva delle
articolazioni raggiunse circa il 100%.
Un carbonchio alla coscia avrebbe dovuto essere inciso per la seconda volta, anche se il chirurgo riteneva dubbioso il risultato . La paziente fu irradiata parecchie volte per due giorni consecutivi, dopodiché il carbonchio cominciò a ridursi. A causa della partenza della paziente, il trattamento non fu più proseguito. Il carbonchio poté guarire completamente senza l’incisione.
Una donna di 30 anni presentava una ferita alla gamba, che suppurava e non guariva da settimane. Dopo tre sedute nell’accumulatore, la ferita cominciò a chiudersi, pur rimanendo dolorosa. Il giorno successivo, la paziente provò durante l’irradiazione un forte dolore: dalla ferita uscì un pezzo di vetro. Poco tempo dopo, guarì.
Una donna di 59 anni, vedova da 10, iniziò la terapia orgonica presentando una
forte mancanza di appetito e dimagrimento. Pesava circa 45 chili, dopo averne
persi 12 in pochi mesi. Aveva sofferto per anni di asma, di stitichezza, di
gastro ed enteroptosi. Aveva contratto per di più un prurito cutaneo, che i
medici definirono di natura allergica. All’inizio della terapia orgonica, nel
sangue erano presenti 4,3 di globuli rossi, l’emoglobina era al 78,8%, i
linfociti aumentati ( 55%) e la velocità di sedimentazione accelerata
considerevolmente (33 all’ora). Lamentava una pressione nella regione del
cuore forti palpitazioni cardiache. Era calma e molto inibita.
Il quadro generale indicava un processo di raggrinzamento biopatico, come
descritto da Reich ne “La biopatia del cancro”. I medici trattanti non avevano
però constatato alcun tumore. dopo tre settimane di terapia orgonica, il prurito
cutaneo scomparve. In questo periodo i globuli rossi aumentarono un poco, ma la
velocità di sedimentazione sali a 36 all’ora; Nel corso dei mesi successivi,
aumentò di circa 3 chili; l’appetito e le condizioni generali erano notevolmente
migliorati e la costipazione quasi cessata. Anche i dolori cardiaci erano
scomparsi; ma non si poté porre rimedio ai disturbi asmatici; a causa della
partenza per l’estero, il trattamento dovette essere interrotto. Quattordici
mesi dopo, la paziente fu operata per un cancro all’intestino retto. Si può con
certezza ammettere che ella da anni aveva una biopatia cancerosa, e che la
stitichezza, con la muscolatura anale cronicamente irrigidita, favorì la
localizzazione del tumore.
Anche un paziente sessantenne con ulcera duodenale soffriva da decenni di gravi stitichezze. L’ulcera cagionava forti e dolorosi accessi, che si intensificarono dopo la morte della moglie e poco prima dell’inizio della terapia orgonica. Le costipazione peggioravano e miglioravano alternativamente durante la cura, per poi cessare completamente dopo un mese. I dolori scomparvero dopo la prima irradiazione di orgone. Durante questi mesi, tre verruche alla mano sinistra e un callo si rimpicciolirono sensibilmente.
Anche una paziente ventenne presentava parecchie verruche alle braccia e alle gambe, che si ridussero in combinazione con irradiazione locale nel corso del secondo mese, per poi scomparire definitivamente. Inoltre, nel giro di tre mesi, fu liberata da un fluor albis, di cui soffriva da anni.
Un paziente di 58 anni si era dovuto sottoporre, pare a causa di una fistola intestinale, ad un’operazione. (Un quadro obiettivo dell’operazione non poté essere ottenuto). Da allora, tre anni prima dall’inizio del trattamento orgonico il paziente ha avuto costanti dolori al ventre, aumentati notevolmente negli ultimi tempi. Anch’egli soffriva ormai da molti anni di costipazione. Giunse in terapia con guance profondamente infossate e con un pallore appariscente. Dava un’impressione stanca e rassegnata. Solo le pressioni dalla famiglia lo avevano indotto a farsi curare, a suo dire non valeva la pena, invece, rimettere in sesto un organismo così vecchio. I dolori cessarono dopo una irradiazione, la stitichezza entro una settimana. Dopo un mese si sentiva completamente guarito. Ma ad un’interruzione del trattamento di parecchi mesi, fecero seguito nuovi dolori. L’approfondita visita in un ospedale permise di diagnosticare un’ulcus duodenis, che gli si consigliò di operare immediatamente. Sottoposto di nuovo ad irradiazione tutti i disturbi scomparvero nel giro di 14 giorni. E’ da un anno ormai che non ha più nessun tipo di disturbi, senza che sia stata necessaria una nuova operazione.
Un paziente di 36 anni soffriva di un’ulcus duodeni che curava con dieta severa. Quando si sottopose all’irradiazione di orgone non presentò disturbi di ulcera. Lamentava invece cronici dolori al ventre a tipo colica. Nella prima settimana di trattamento non ci furono reazioni. Nella seconda settimana si sentì molto male. Comparvero disturbo allo stomaco irradianti alla schiena, di una intensità fino ad allora sconosciuta. I dolori, che avevano "carattere ondulatorio", scomparvero di nuovo completamente dopo due giorni. Poi, improvvisamente, le vennero violenti cefalee sopra l’occhio destro e sfoghi purulenti dal naso. Da tre anni, il catarro al seno frontale di cui aveva sofferto non le aveva più provocato disturbi. I dolori al capo diminuirono dopo un’ulteriore settimana di trattamento orgonico, mentre lo sfogo purulento al naso divenne sempre più debole e infine si esaurì completamente. L’accrescimento di dolori cagionati da vecchi e nuovi focolai morbosi può essere sovente osservato come prima reazione all’irradiazione di orgone. La trasformazione di tessuti senza vita in tessuti viventi mediante l’apporto di orgone é un processo di natura infiammatoria e permette di comprendere l’insorgere di dolori. Ad esclusione della stitichezza, la paziente fu entro un mese liberata di tutti i disturbi. Poteva di nuovo mangiare, senza conseguenze, verdura e frutta cruda. Si sentiva sostanzialmente più fresca e maggiormente abile al lavoro.
Un paziente di 73 anni soffriva da 11 anni di gravi spasmi intestinali, che comparivano parecchie volte al giorno sotto forma di attacchi che duravano da mezz’ora a un’ora. Soffriva inoltre da 9 anni di una prostatite con ritenzione di urina. Nei tre anni precedenti l’irradiazione di orgone, il paziente non aveva più potuto lasciare propria abitazione. Durante le prime 5 settimane di terapia il paziente non ebbe reazioni. Poi subentrò un sensibile miglioramento. Dopo 3 mesi di trattamento, quasi tutti i disturbi erano scomparsi. I vicini furono sorpresi di vederlo di nuovo andare a passeggio.
Un paziente di 54 anni soffriva da parecchi anni di costanti dolori dovuti ad una prostatite. Venne in terapia con un aspetto che il medico curante aveva definito presenile. Nel corso del trattamento i dolori si modificarono, diminuendo di intensità, finché cessarono del tutto. Adesso, dopo un anno dalla cura, é completamente privo di disturbi. L’aspetto senile ha ceduto il posto ad un colorito fresco del viso, ben irrorato di sangue, e il paziente si sente più forte e maggiormente abile al lavoro.
Un paziente di 48 anni era rimasto per 6 settimane all’ospedale per un sospetto infarto cardiaco e un’angina pectoris. L’elettrocardiogramma, tuttavia, non aveva mostrato nulla di rilievo. Si sottopose all’irradiazione di orgone con forti sensazioni di angoscia e di oppressione sopra il petto. Dopo tre mesi la sua pressione arteriosa era salita da 100 a 130. Anch’egli si sentiva ora sostanzialmente più forte e più fresco, “caricato di energia”, senza più sensazioni di angoscia e oppressione.
Ad un uomo di 56 anni, dopo la prima irradiazione di orgone, vennero arrestati attacchi molto gravi di angina pectoris, che si accompagnavano spesso ad offuscamenti della coscienza. questo miglioramento perdurò mesi dopo la conclusione del trattamento.
Un uomo do 65 anni lamentava angoscia ed oppressione, dopo sforzo, nella regione cardiaca. I medici diagnosticarono un’angina pectoris. Nel primo mese di terapia orgonica le sue condizioni generali migliorarono, il suo peso aumentò di tre chili. I disturbi del’angina pectoris migliorarono solo dopo 5 settimane. Dopo un po’ cessarono completamente, ed il paziente sentiva un tale bisogno di attività come da anni non provava.
Un uomo di 44 anni venne in terapia a causa, anch’esso, di un’angina pectoris. La sua capacità lavorativa era ridotta e lamentava una forte oppressione nella regione del cuore, dopo alcune settimane di trattamento orgonico la sua capacità era ristabilita e ora, un anno e mezzo dopo la cura, si trova in buona salute.
Un uomo di 72 anni soffriva di una “myo degeneratio cordis” e di arteriosclerosi. Quando giunse in terapia la sua pressione arteriosa era 210. Dopo parecchie settimane di cura la pressione poté essere ridotta solo fino a 190; però era in grado di camminare di nuovo senza bastone.
Un paziente di 47 anni venne in terapia con un’ipertensione di 180. Nel giro di tre settimane poté essere ridotta a 155 ed entro 5 settimane a 142.
Una donna di 39 anni soffriva di ipotensione (85), insonnia, scarsità di appetito e lamentava cefalee costanti. Nei primi 14 giorni di terapia la situazione rimase invariata. Dopo 3 settimane dormiva meglio. Dopo 5 settimane insonnia e cefalee erano scomparse. Perdurarono tuttavia la mancanza di appetito e il senso di stanchezza. Dopo 7 settimane era priva di mal di testa, sonno ed appetito erano buoni e si sentiva "piena di energia". Dopo 2 mesi la pressione era salita da 110, dopo 3 mesi a 125.
Ad una paziente di 25 anni fu diagnosticato un morbo di Basedow assieme ad un’angina pectoris. Quando giunse in terapia aveva temperatura elevata e polso molto accelerato (fino a 120 battiti). Dopo 5 giorni la frequenza del polso era scesa a 100, dopo altri 6 giorni a 90. Nello stesso tempo la febbre era scomparsa. Poteva adesso lavorare molto più di prima della comparsa della malattia e si sentiva sostanzialmente più rinvigorita.
Una paziente ventenne sofferente di anemia venne trattata con l’orgone per 14 giorni. Il numero degli eritrociti salì da 3,7 a 4 milioni e il contenuto di emoglobina da 70 a 80%.
Ad un paziente di 65 anni fu diagnosticato in ospedale una anemia perniciosa. Il suo quadro ematico inizialmente migliorò dopo iniezioni di estratti epatici, ma poi in seguito peggiorò nuovamente. Le analisi del sangue diedero i seguenti risultati:
1. VI
Eritrociti 2,9
emoglobina 68,7%
reticolociti 5°/o
sedimentazione 23 mm
14. VI
Eritrociti 3,75
emoglobina 80,0%
reticolociti 18°/o
sedimentazione 27 mm
25. VII
Eritrociti 4,04
emoglobina 86,2%
reticolociti 2°/o
sedimentazione 23 mm
15. XI
Eritrociti ti 3,5
emoglobina 80,0%
reticolociti 5°/o
sedimentazione 25 mm
30. XII
Eritrociti 5,2 milioni
emoglobina 106,2%
reticolociti ----
sedimentazione 15 mm all’ora
Nella penultima analisi del sangue, gli eritrociti presentavano anisocitosi, mentre nell’ultima del 30 Dicembre, gli eritrociti non mostravano più alcuna alterazione patologica. L’irradiazione di orgone era iniziata un mese prima dell’ultima analisi del sangue. Il risultato della terapia fu un quadro ematico completamente normale.
Ad una paziente di 53 anni venne, un anno prima dell’inizio della terapia, una trombo flebite alla gamba destra. Riposo a letto, fasciature di lino allo zinco e calze elastiche non le erano di grande aiuto. i dolori diventavano sempre più forti. A stento poteva percorrere 100 metri al massimo. La gamba era molto gonfia. Dopo una settimana di terapia comparvero dolori molto forti, quasi insopportabili, che si ridussero di nuovo dopo alcuni giorni. Tali miglioramenti poi, progredirono costantemente. Dopo un mese di irradiazione era priva di dolori e poteva camminare del tutto liberamente, addirittura correre! Anche nei 5 mesi successivi rimase ancora senza disturbi; affermava che la sua energia vitale aveva subito una riconversione, che non avrebbe mai più conosciuto manifestazioni di stanchezza e che erano 10 anni almeno che non aveva una tale capacità lavorativa.
Un paziente di 36 anni soffriva da 5 anni di una osteoporosi del femore destro, della rotula del ginocchio destro e della tibia destra. Riferì di aver subito una piccola operazione su una ghiandola del collo all’età di 3 anni. a dieci anni soffrì di reumatismo articolare. Ebbe numerose fratture alle gambe e al naso e innumerevoli lussature. Fino al menarca aveva costantemente emicranie e alta temperatura corporea. A 14 anni appendicectomia. Poi fu colpita da disturbi all’equilibrio. A 21 anni malaria tropica, con ricadute ancora oggi. L’osteoporosi di cui soffre attualmente comparve assieme ad un crampo alla gamba. I dolori al ginocchio aumentavano continuamente e non ebbe esito alcuno una roentgenterapia a cui si era sottoposta. 14 giorni dopo l’inizio del’orgonoterapia i dolori scomparvero completamente e poteva per la prima volta da anni piegare il ginocchio senza dolore. Durante la terapia comparve un crampo al polpaccio della gamba sinistra, che per parecchio tempo le rese difficile camminare. Doveva spostare l’equilibrio sulla gamba destra, cosa che nonostante lo sforzo fisico intenso le riusciva facilmente. La paziente riferì che da bambina provava notevole resistenza nel salutare, poiché era costretta a eseguire un profondo inchino con la gamba destra. La muscolatura irrigidita di questa gamba ha apparentemente come conseguenza influito sul processo osteoporotico. Effetto “collaterale”, comunque positivo, della terapia orgonica fu la scomparsa di una ipersensibilità a diverse intensità di luce, soprattutto alla luce al neon, presente da anni. Ad un anno e mezzo dalla terapia, la paziente é priva di disturbi.
Un paziente di 50 anni con un eczema lichemoide reagì alla roentgenterapia e alla penicillina inizialmente in modi positivo. Ma l’eczema ritornò. i soliti unguenti non ebbero effetto alcuno. L’eczema, che si estendeva su tutta la gamba sinistra e su parte di quella destra, era notevolmente migliorato dopo 10 giorni di orgonoterapia. L’interruzione del trattamento tuttavia condusse ad un nuovo peggioramento. Dopo 5 settimane dalla ripresa della terapia, il processo di guarigione era talmente ben avanzato che il medico curante disse: “Vede come fa bene l’unguento?”. Il paziente, però, non aveva affatto adoperato l’unguento. Un medico dentista confermò la guarigione di un grave caso di para dontosi grazie all’orgonoterapia. In un altro caso di paradentosi le gengive cessarono di sanguinare dopo alcune settimane.
Eccellenti effetti su madre e figlio poterono essere osservati negli 11 casi di gravidanza in cui fu impiegato l’accumulatore orgonico. In tutti i casi le gravidanze si svolsero molto facilmente. Una donna, leggermente sofferente di asma e di disturbi cardiaci, si sentì molto bene durante quel periodo, e le sue vene varicose le diedero molto meno fastidio. I movimenti del feto nel ventre materno erano sempre assai vivaci. Salvo un’eccezione dovuta ad ostacoli, i parti ebbero luogo senza difficoltà e non durarono più di due ore e mezza. In un caso, addirittura, il bambino venne al mondo in poco meno di 5 minuti. In un altro , la madre sedette nell’accumulatore ancora 70 minuti prima del parto. Tutti i neonati erano molto vigorosi e ben irrorati sangue. Nella maggior parte dei casi in cui il loro peso era inferiore alla norma, poté essere osservato un notevole incremento dello stesso.
Un caso di irradiazione eccessiva si produsse quando una paziente irradiò troppo a lungo la propria pancia. Le vennero vertigini e stette male; per giorni interi dovette starsene coricata a letto e senza appetito. In un altro caso si manifestò una sudorazione accompagnata da acuto senso di spossatezza, che scomparve però quasi subito.
Non hanno trovato spazio in questa comunicazione una quantità di altre
osservazioni ed in particolare i test biologici del sangue, che verranno
tuttavia resi pubblici prossimamente. I pazienti, in molti casi, tentano di
giungere ad un qualche risultato in fretta, ed interrompono la terapia se non lo
raggiungono entro breve termine. Vorrei ammonire, nonostante i magnifici
risultati conseguiti, a non aspettarsi la guarigione di tutti i malati. Non mi
stancherò di sottolineare che la guarigione non può essere promessa. Troppi
medici aspettano solo di poter danneggiare il nostro lavoro e tratte profitto da
ogni insuccesso.
E’ indubbio che l’accumulatore
orgonico é la “scoperta più importante e ancora senza pari della storia della
medicina”; come scrive il Prof. Dott. Theodore P. Wolfe nel suo opuscolo
“Emotional Plague versus orgone Bio physic”. Non fu solo negli effetti
terapeutici che potei accertare l’esistenza dell’energia orgonica.
Durante il mio soggiorno in America, ebbi l’occasione di vedere nei più
disparati fenomeni l’identità funzionale dell’orgone. Per intere settimane
osservai le identiche funzioni orgoniche nelle differenze di temperature, nelle
misurazioni elettroscopiche e col contatore Geiger-Muller, nei movimenti
ondulatori e pulsanti al telescopio.
Era eccitante constatare che un uragano a migliaia di miglia di distanza da
Orgonon (nel Maine) su cui splendeva il bel tempo, riduceva le differenze di
temperatura, accelerava rapidamente la scarica elettroscopica, rallentava la
reazione Geiger-Muller fino a far scomparire i suoi ticchettii, provocava
l’arresto dei movimento pulsanti osservabili al telescopio o ne capovolgeva la
direzione, normalmente da Ovest a Est in Est verso Ovest, e poi osservare che
l’intero processo ritornava alla sua primitiva condizione, alcuni giorni dopo
che il ciclone si fosse placato.
Era eccitante osservare attraverso lo sfavillare del misuratore di energia
orgonica il proprio campo orgono-energetico, la microscopia dei bioni pulsanti,
i fenomeni orgonici e i loro ingrandimenti nella buia gabbia metallica, il
lampeggiare dell’orgone simile a quello del tubo a vuoto spinto caricato di
energia orgonica, e la dimostrazione infine del motore ad energia orgonica. Fu però la personalità di
Reich ciò che mi colpì maggiormente: un Reich che, infaticabile e creativo,
circondato da un'umanità dominata dallo schiamazzo politico e dalla peste
emozionale, compie un’opera di cui solo future generazioni comprenderanno la
portata, e solo se dall’uomo biologicamente malato di oggi si sarà riusciti a
sviluppare l’uomo sano e autoregolato di domani.